Dopo una lunga trasferta e una settimana di pausa forzata,
causa esodo elettorale, ritorniamo a giocare in casa. La squadra avversaria è
conosciuta, ci siamo scontrati tantissime volte e a quanto ricordo non abbiamo
mai avuto la meglio. Siamo in 9 e sembra
banale dirlo, ma la situazione è precaria. Qualche infortunio di troppo,
impegni improrogabili e l’influenza che avanza non aiutano le presenze, né lo
spirito. Forse il troppo entusiasmo per la situazione di momentanea anarchia
italiana ci ha un po’ turbato, forse qualcuno, confuso dal nome della nostra
Polisportiva ha deciso di candidarsi come papa o forse i risultati elettorali
hanno favorito la fuga dei nostri cervelli, che non sembrano voler tornare.
Questa partita è stata un disastro!
Il riscaldamento è come sempre troppo corto, il tempo è poco
e la nostra puntualità pecca di precisione. C’è chi è appena tornato dalle
vacanze e l’abbronzatura fuori stagione mette in moto una serie di battute
sarcastiche che ci allietano la serata. C’è chi è posseduto da malanni
stagionali, chi è stanco, chi brontola e chi si gratta. Siamo senza alcun
dubbio una squadra eterogenea.
Entriamo in campo per il primo set, la formazione è un po’
confusa, almeno quanto noi e il gioco lento ma estremamente preciso degli
avversari ci mette fin da subito in difficoltà.
Non azzecchiamo una ricezione e il contrattacco diventa praticamente
impossibile. Il nostro gioco è scontato e il loro muro si piazza sempre meglio,
dandoci qualche bastonata di troppo. Ci guardiamo negli occhi con aria
sconsolata e quasi senza accorgercene il primo set è già finito. 1 a 0 per
l’Insonnia, ma la speranza non si spegne. Ci riproviamo, ma la situazione non
cambia. Facciamo recuperi improbabili, ci insultiamo un po’ inter nos, urliamo
la rabbia e la voglia di cambiare la situazione, ma anche il secondo set
finisce e ci ritroviamo in panchina a capire che cosa si può fare. Arrivano i
supporter che ci alzano un po’ il morale per il ranch finale, si sente qualche
coro e il terzo set andiamo addirittura in vantaggio. Battiamo bene e riusciamo
anche a ricevere, ma appena l’Insonnia riprende in mano il gioco lo sconforto
vince sulla determinazione e anche questo set finisce nel peggiore dei modi. 3 a 0 secco.
Brutta partita, che ci allontana dal primo e secondo posto,
ma dopo una serie positiva può succedere. Salutiamo gli avversari che non
possono fermarsi per il terzo tempo e offriamo del vino ai supporter sperando
che dimentichino in fretta quello che hanno visto.
Esausti e un po’ tristi ce ne andiamo tutti a casa, con la
consapevolezza che quello che siamo e che vogliamo essere come Sanprecario è
molto di più di questo risultato.
di : F. Masserdotti
di : F. Masserdotti
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