Turchia, Grecia, Ungheria, Gran Bretagna. Ma anche India,
Corea e America del Nord. A oggi, in tutto il mondo, sono più di settanta i
muri eretti a confine nazionale. Muri che sono destinati ad aumentare. Muri che
dividono e discriminano. Muri che non sono solo quelli a migliaia di chilometri
da noi che impediscono alle persone di muoversi liberamente. I confini più
pericolosi, quelli che a lungo andare ci presenteranno il conto più salato, li
troviamo nelle nostre città. Li troviamo nei sindaci che rifiutano di
accogliere nel proprio comune, li troviamo nei comitati di quartiere
anti-immigrato, li troviamo nella distruzione degli appartamenti destinati ai
migranti. Troppo spesso ormai capita di leggere notizie del genere. Segnali di
razzismo dettati dalla paura e dall'ignoranza che non possiamo permetterci di
accettare come la normalità. Il razzismo non è accettabile in nessuna sua forma.
Non si può permettere che diverso diventi sinonimo di pericoloso.
Per questo e per molti altri motivi, e a seguito dell’appello della ong
greca City Plaza volta a una mobilitazione internazionale, domenica 19 Marzo
oltre cinquemila persone hanno partecipato al corteo Side by Side a Venezia.
